
NEW HOLLAND 8.5 El Tractòr suggella un'indimenticabile estate paesana concretizzando un fantastico triplete con il titolo maggiormente ambito (oltre a Caccamo Cup e Trofeo Moretti già in bacheca). Senza considerare i trofei personali, con il titolo di capocannoniere (ex aequo con Popi e Bobby) e quello di miglior giocatore ancora da assegnare e per il quale appare tra i papabili. Calcettista puro benchè atipico per quel suo modo di impiegare la tecnica al servizio della potenza fisica. Cingolato.
SILDA 8 Antefatto. Gesù e San Pietro percorrono annoiati in Ferrari le vie di Villafranca. Al passaggio in piazza Marconi San Pietro si rivolge a Gesù: "Maestro, guarda, lì c'e' Lazzaro". "Ah, bene, adesso gli facciamo prendere un bello spavento!". Detto e fatto, Gesù accelera e investe il povero Lazzaro, che viene scaraventato violentemente a terra di fronte all'ufficio postale. Gesù frena e retrocede fino al corpo esanime, abbassa il finestrino e ordina: "Lazzaro, alzati e cammina!". Ma il corpo rimane immobile. "Lazzaro, alzati e cammina!". Ma non ottiene alcun risultato. Gesù - un po' preoccupato - scende dall'auto e si avvicina al corpo, lo osserva e ritorna di corsa all'auto, gridando: "Pietro, andiamocene di qui, presto! Quello non era Lazzaro, era Silda!". Schizzati via gli investitori prima dell'arrivo dei Vigili della Valtriversa, con la flemma che lo contraddistingue Silda lentamente si siede sull'asfalto e massaggiandosi la schiena dolorante afferma: "Un attimo! Già che ero coricato ne stavo approfittando per schiacciare un sonnellino!".
Purtroppo lo scherzo di quei due incorreggibili burloni di Gesù e San Pietro non è privo di conseguenze: in effetti stiamo ancora attendendo il verdetto dell'esame antidoping riguardo la regolarità delle sostanze antidolorifiche utilizzate dal nostro Silda per mitigare il fastidio post traumatico. Per ora si può dire che, fermo da oltre due settimane con la schiena a pezzi tanto da dare forfait nel girone e oberato dalla nuova occupazione, pochi avrebbero scommesso su di lui per la Final Six. E invece, letale come un cobra e pungente come uno scorpione, timbra il cartellino non solo con una rete in semifinale, ma soprattutto con la storica stoccata che vale il drappo alle Taverne. Miracolato.
GIGI 8 Non è un'impressione ma ormai una certezza: il suo valore cresce con il passare delle stagioni. Conferisce sicurezza all'intera compagine, si disimpegna anche in fase di impostazione. In finale è impenetrabile (per referenze chiedere a Bobby). Saracinesca.
DIBBA 8 Qualche opinionista locale attribuì alla sua assenza il naufragio nella finale dell'edizione passata. Pedina fondamentale per le sue chiusure tempestive in fase difensiva, si inventa anche l'assist decisivo per la vittoria finale. Piovra.
JOHN 7.5 Data per acquisita la sua risaputa poltroneria, è un mistero la fonte della condizione atletica sfoderata nella tre giorni borghigiana. O forse, considerata la macchinosità dei movimenti dei giorni successivi, non si trattava che di trance agonistica. Rigenerato.
POCHO 7 Lasciò l'edizione passata, mestamente, con una caviglia gonfia come un babbà. Si riprende la gloria fungendo da terminale offensivo sempre pronto a sbaragliare le difese altrui con incessante movimento. Realizza due reti più una contestata. Pungente.
STRIPPA 7 Festeggia nel migliore dei modi la bipaternità. Normale per lui non essere al top, ma il suo contributo in fase tattica è prezioso. Lo ricorderemo anche per la premiazione in accappatoio. Affidabile.
NIGOZ 7 Partecipa alla missione solo nella prima serata, senza peraltro passare inosservato. La sua presenza nelle fasi decisive avrebbe potuto cambiare il volto della squadra conferendo maggiore fantasia ma alterandone l'equilibrio tattico. Per come sono andate le vicende a nessuno, e soprattutto ai compagni, interessa sciogliere il dubbio. Incognita.
VALENTE 7 Il gioco delle parti lo taglia fuori dalla serata finale ma nel girone il baby mostra doti interessanti. A segno due volte. Promessa.
STRIPPINO 6.5 Lo ricorderemo soprattutto per le sue esultanze in campo a suon di vuvuzela. Determinante per il gruppo, ordinato quando è chiamato in causa. Soldatino.
CLOD 6.5 Sicuramente non lo si può definire giocatore di peso, e allora sfrutta le sue caratteristiche muovendosi con elegante leggiadria sul sintetico del Villa Park. Gode della massima fiducia da parte dei compagni provando a ripagarli con una quasi rete con San Rocco. Piuma.
BERGOGLIO 6 Passerella in semifinale. Comparsa.
SILDA 8 Antefatto. Gesù e San Pietro percorrono annoiati in Ferrari le vie di Villafranca. Al passaggio in piazza Marconi San Pietro si rivolge a Gesù: "Maestro, guarda, lì c'e' Lazzaro". "Ah, bene, adesso gli facciamo prendere un bello spavento!". Detto e fatto, Gesù accelera e investe il povero Lazzaro, che viene scaraventato violentemente a terra di fronte all'ufficio postale. Gesù frena e retrocede fino al corpo esanime, abbassa il finestrino e ordina: "Lazzaro, alzati e cammina!". Ma il corpo rimane immobile. "Lazzaro, alzati e cammina!". Ma non ottiene alcun risultato. Gesù - un po' preoccupato - scende dall'auto e si avvicina al corpo, lo osserva e ritorna di corsa all'auto, gridando: "Pietro, andiamocene di qui, presto! Quello non era Lazzaro, era Silda!". Schizzati via gli investitori prima dell'arrivo dei Vigili della Valtriversa, con la flemma che lo contraddistingue Silda lentamente si siede sull'asfalto e massaggiandosi la schiena dolorante afferma: "Un attimo! Già che ero coricato ne stavo approfittando per schiacciare un sonnellino!".
Purtroppo lo scherzo di quei due incorreggibili burloni di Gesù e San Pietro non è privo di conseguenze: in effetti stiamo ancora attendendo il verdetto dell'esame antidoping riguardo la regolarità delle sostanze antidolorifiche utilizzate dal nostro Silda per mitigare il fastidio post traumatico. Per ora si può dire che, fermo da oltre due settimane con la schiena a pezzi tanto da dare forfait nel girone e oberato dalla nuova occupazione, pochi avrebbero scommesso su di lui per la Final Six. E invece, letale come un cobra e pungente come uno scorpione, timbra il cartellino non solo con una rete in semifinale, ma soprattutto con la storica stoccata che vale il drappo alle Taverne. Miracolato.
GIGI 8 Non è un'impressione ma ormai una certezza: il suo valore cresce con il passare delle stagioni. Conferisce sicurezza all'intera compagine, si disimpegna anche in fase di impostazione. In finale è impenetrabile (per referenze chiedere a Bobby). Saracinesca.
DIBBA 8 Qualche opinionista locale attribuì alla sua assenza il naufragio nella finale dell'edizione passata. Pedina fondamentale per le sue chiusure tempestive in fase difensiva, si inventa anche l'assist decisivo per la vittoria finale. Piovra.
JOHN 7.5 Data per acquisita la sua risaputa poltroneria, è un mistero la fonte della condizione atletica sfoderata nella tre giorni borghigiana. O forse, considerata la macchinosità dei movimenti dei giorni successivi, non si trattava che di trance agonistica. Rigenerato.
POCHO 7 Lasciò l'edizione passata, mestamente, con una caviglia gonfia come un babbà. Si riprende la gloria fungendo da terminale offensivo sempre pronto a sbaragliare le difese altrui con incessante movimento. Realizza due reti più una contestata. Pungente.
STRIPPA 7 Festeggia nel migliore dei modi la bipaternità. Normale per lui non essere al top, ma il suo contributo in fase tattica è prezioso. Lo ricorderemo anche per la premiazione in accappatoio. Affidabile.
NIGOZ 7 Partecipa alla missione solo nella prima serata, senza peraltro passare inosservato. La sua presenza nelle fasi decisive avrebbe potuto cambiare il volto della squadra conferendo maggiore fantasia ma alterandone l'equilibrio tattico. Per come sono andate le vicende a nessuno, e soprattutto ai compagni, interessa sciogliere il dubbio. Incognita.
VALENTE 7 Il gioco delle parti lo taglia fuori dalla serata finale ma nel girone il baby mostra doti interessanti. A segno due volte. Promessa.
STRIPPINO 6.5 Lo ricorderemo soprattutto per le sue esultanze in campo a suon di vuvuzela. Determinante per il gruppo, ordinato quando è chiamato in causa. Soldatino.
CLOD 6.5 Sicuramente non lo si può definire giocatore di peso, e allora sfrutta le sue caratteristiche muovendosi con elegante leggiadria sul sintetico del Villa Park. Gode della massima fiducia da parte dei compagni provando a ripagarli con una quasi rete con San Rocco. Piuma.
BERGOGLIO 6 Passerella in semifinale. Comparsa.
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