Sport / Torneo ... Martedì 03 Gennaio 2012 01:24 ighliz
BORGHI: GIUDICE SPORTIVO, STANGATA AL LORUSS
Sei giornate al difensore delle Verne. Il commento di Venanzio Locci: “Squalifica eccessiva, l'arbitro Mirkovic incline al protagonismo”. Ce n’è anche per il Pocho e il Pelle
VILLA PARK. Commissione disciplinare costretta agli straordinari: si sono infatti rese necessarie quattro lunghe ore di camera di consiglio per esaminare i fatti della movimentata Final Six del 2011 con il pesante verdetto di undici giornate complessive di squalifica. A fare da battistrada sulla lista dei cattivi Roncola Loruss, protagonista di un’irruente uscita di scena tra campo e spalti in seguito al cartellino rosso comminato da Mirkovic di Asti nella semifinale con le Taverne: per lui maxisqualifica di sei giornate con cinque residue da scontare nell'edizione 2012 che significa il rientro giovedì sera inoltrato per l'ultima gara del girone eliminatorio. Stop disciplinare anche per l’inseparabile accoppiata Pocho Garofalo (tre giornate) e Pelle (due giornate). Di seguito il comunicato ufficiale.
SANZIONI DISCIPLINARI RELATIVE ALLA FINAL SIX DI SABATO 23 LUGLIO
LORUSSO DAVIDE (Verne): SQUALIFICA PER SEI GIORNATE in quanto, durante la semifinale VERNE - TAVERNE, poneva in atto una condotta irriguardosa nei confronti del direttore di gara Mirkovic di Asti (3 giornate). Inoltre seguiva condotta antisportiva (3 giornate) poichè, uscendo dal terreno di gioco alla notifica dell'espulsione, sbatteva violentemente la porta di recinzione del terreno innescando un alterco con alcuni tifosi presenti nella zona mista giocatori-spettatori antistante gli spogliatoi. Una giornata di squalifica risulta scontata nella finale Centro - Verne, pertanto restano cinque giornate di squalifica da scontare nell'edizione 2012.
GAROFALO MARIO (Taverne): SQUALIFICA PER TRE GIORNATE in quanto, allontanato dalla panchina dal direttore di gara Mirkovic di Asti per il mancato rispetto dell'area tecnica (una giornata), all'uscita dal terreno di gioco poneva in atto una condotta platealmente irriguardosa nei confronti del direttore di gara stesso (due giornate). Una giornata di squalifica risulta già scontata nella finale III posto San Grato - Taverne, pertanto restano due giornate di squalifica da scontare nell'edizione 2012.
PELLEGRINI LORENZO (dirigente San Grato): SQUALIFICA PER DUE GIORNATE per condotta ingiuriosa nei confronti del direttore di gara Frank di Asti durante il play-off PONTE GROSSO - SAN GRATO. Entrambe le giornate di squalifica risultano già scontate (semifinale Centro - San Grato e finale III posto San Grato - Taverne).
Inoltre:
MACRI' GIUSEPPE (Taverne): DIFFIDA per ammonizione (gioco falloso) nel play-off BORGO VECCHIO - TAVERNE
VARINO MARCO (Ponte Grosso): DIFFIDA per ammonizione (gioco falloso) nel play-off PONTE GROSSO - SAN GRATO
MAGNETTI STEFANO (Centro): DIFFIDA per ammonizione (gioco falloso) nella finale CENTRO - VERNE
AIT YOUSSEF FAICAL (Centro): DIFFIDA per ammonizione (proteste) nella finale CENTRO - VERNE
Tali diffide, naturalmente, risultano prive di effetti concreti.
ANCORA BAD BOYS
Nonostante la maturità raggiunta e sfoggiata orgogliosamente durante il torneo, elemento chiave per l’approdo del drappo in laguna, le Verne si confermano detentrici anche del poco nobile primato del borgo “più squalificato” della storia della manifestazione: oltre alle sette giornate dell’edizione 2011 (una anche a carico di Dida), infatti, si aggiungono le tre del 2008 (due per Venanzio Locci e una per Matteo Capoultrà Monteleone) per un totale di dieci, nessuna delle quali derivante da falli di gioco. A seguire il vuoto fino a San Grato attestatosi a quota cinque (comprese le due appena scontate dal Pelle), poi Taverne con tre (quelle fresche del Pocho), Centro e San Rocco con una.
LE REAZIONI
A proposito del lungo stop ai danni del Loruss si esprime Gianmala, spesso esortante una più accesa competitività tra le varie fazioni: “Spirito paliesco, rivalità tra borghi, voglia di vincere il drappo ed agonismo non significano mettere le mani addosso all’arbitro. Tuttavia penso anche che trattandosi di una manifestazione strettamente locale non sia il caso di applicare squalifiche previste dal regolamento, ma si possa procedere in modo più casereccio. Anche perché, considerati i legami personali intercorrenti tra i due, non riesco ad immaginare un intento violento da parte del Loruss nei confronti del direttore di gara Mirkovic di Asti”.
Gentilmente interpellato da questa redazione parla anche Fabio Venanzio Locci, vecchia conoscenza dell’arbitro in questione: il guru disciplinare delle Verne, infatti, fu allontanato per proteste, come dire, piuttosto veementi, nella prima gara della prima edizione dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo (match con il Centro del 22 luglio 2008) proprio da Mirkovic di Asti: “Sei giornate al Loruss mi sembrano eccessive: una squalifica di tale entità si potrebbe dare per una testata al setto nasale (cosa che tra l’altro al Loruss avevo consigliato). E’ vero, ho chiesto scusa in Eurovisione (vedi video Controborghi 2010 minuto 16:45), ma d’altronde sulla suscettibilità dell’arbitro Mirkovic di Asti c’è poco da dire: indubbiamente il suo modo di atteggiarsi, vedi i famosi gridolini isterici, denota una certa propensione al protagonismo che non può non irritare i giocatori in campo”. Il McEnroe della Valtriversa prosegue sul presunto complotto ai danni delle Verne. “Non è da escludere, ci sta se si considera che per i prossimi dieci anni sarà probabilmente il borgo dominante la manifestazione e che potrebbe dare fastidio a troppi fin da ora”.
LA CLEMENZA DELLA CORTE
L’Italia è il paese del garantismo a tutti i costi, circostanza favorevole non poco al Loruss in questo frangente. Come da regolamento del torneo sezione 7.03 relativa ai provvedimenti disciplinari, infatti, inizialmente sul tavolo della commissione poggiavano come un’incudine 13 giornate di squalifica (2 per condotta ingiuriosa nei confronti del direttore di gara, 8 per condotta violenta nei confronti del direttore di gara e 3 per condotta violenta nei confronti di altre persone presenti). A ridimensionare l'entità dello stop è l'esito dell'inchiesta avviata dalla commissione stessa e volta a chiarire la complessità dei fatti con l'ausilio di testimoni: deposizione chiave quella proprio del fischietto astigiano che allegerisce sensibilmente le responsabilità del difensore lagunare. Inoltre, a giocare a favore, anche la conoscenza personale con i membri della commissione i quali considerano il soggetto normalmente in possesso di un senso dell’educazione ineccepibile ma che evidentemente deve gestire diversamente lo stress della tensione agonistica, anche in considerazione della sua prorompente fisicità. Dunque, alla luce dei nuovi elementi, cadono le ipotesi di condotta violenta (verso il direttore di gara e verso altre persone presenti), fattispecie rimpiazzate da condotta antisportiva con l’aggravante di una giornata. Resta altresì in essere la condotta ingiuriosa verso il direttore di gara, anch'essa con l'aggravante di una giornata.
La seduta è tolta. E si spera in futuro di non doverne tenere altre.
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